False notizie: un problema che l'industria non deve sottovalutare

Di Ivo Ferrario

 

Cos’è una fake news? Semplificando possiamo dire che si tratta di un contenuto informativo costruito in modo tale da sembrare verosimile, ma basato su fatti non comprovati, pubblicato e diffuso in modo massivo attraverso le piattaforme online per danneggiare un’istituzione, un partito politico, una persona, un’azienda, un brand. In genere una fake news è emanata da fonti che alimentano teorie complottistiche o cospiratorie, gossip, tesi pseudoscientifiche, odio razziale, omofobia. I contenuti spesso imitano le notizie nella forma, nelle modalità di proposizione, ma non si fondano su quei processi di verifica obiettivi che stanno alla base del giornalismo.

Nel mese di marzo Centromarca, nell’ambito della collaborazione in corso con Agcom (l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) ha svolto un sondaggio su un campione di 46 imprese industriali del settore grocery per verificare quante sono state protagoniste di situazioni di “crisi” da fake news negli ultimi 18 mesi (quindi dal settembre 2016). I risultati hanno evidenziato che il problema è presente in modo marcato. Ben 22 aziende, 16 food e 6 non food, hanno confermato di essere state vittime di problemi. Spesso in più occasioni se consideriamo che i casi segnalati, complessivamente sono 43 per l’alimentare e 6 per il non alimentare. Due aziende hanno rivelato di aver gestito più di 8 casi a testa. Il grosso dei fake è stato veicolato attraverso Facebook (13 casi). Web, blog, Twitter, Google, Whatsapp, Youtube e Instagram si attestano su valori sensibilmente inferiori.

Per affrontare le criticità (riferite a prodotti o all’immagine corporate) le aziende hanno fatto ricorso soprattutto a specialisti esterni. Interessanti le valutazioni sulle esigenze emerse per una gestione più efficace delle crisi affrontate. Si va da una chiara e rapida presa di posizione delle autorità sanitarie al supporto attivo della Polizia postale; dalla collaborazione delle piattaforme digitali all’analisi tempestiva dell’impatto reale sul pubblico e della diffusione della falsa informazione. Di fondo emerge l’esigenza di attivare un monitoraggio costante sui social delle conversazioni d’interesse per l’azienda e di operare nel proprio quotidiano per qualificare l’azienda sulle piattaforme digital con informazioni sulla sua attività: controlli sulla qualità, rapporto con il territorio, sicurezza dei prodotti, ecoefficienza ecc.

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